A Room For London - B15A architettura

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A Room For London

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A Room For London
Londra - Regno Unito
hotel
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Una corona leggera simile e una porzione che da essa staccandosi si sospende irrequieta nell'aria, trovando pace in un punto in bilico, tra il vuoto e la città. Ecco l'iniziale suggestione su cui basare la nostra proposta progettuale. Una proposta di evidente impronta avveniristica, ma dal contenuto fortemente simbolico e poetico.
La Natura, così vilipesa e spesso così ipocritamente citata e manipolata da operazioni di dubbio gusto, deve ridiventare protagonista del vivere contemporaneo anche attraverso operazioni di artificializzazione della sua identità.  In grado però di risvegliare in noi quella sensibilità sopita verso tutto ciò che nasce e vive  sulla base di un'idea che trova nell'elemento naturale il "centro" del percorso creativo e progettuale.
Dal basso della citta' il messaggio si esprime come se ci fosse un luogo segreto, incontaminato, un "nido" di cose protette e vive. All'opposto, dall'alto della terrazza, la nostra stanza diventa luogo privilegiato di osservazione, la citta' rimane distante con i suoi miasmi metropolitani, vista come luogo di possibilità infinite ma sempre a debita distanza, per tutelare il nostro piccolo mondo, e rimanendo, in ogni momento, pronti a scendere. Questa parte di Londra, cosi povera di verde, può quindi ancora sorprenderci creando momenti puntuali di paesaggio, simbolico, iconico,  di una natura di cui dobbiamo sentire e percepire la mancanza e non la rassegnazione della sua assenza.
La metafora di un oggetto che come un parassita trova collocazione sul tetto della hall. Il suo messaggio si inserisce nel contesto di Londra come un momento di riflessione su alcuni temi: abitare, condividere, comunicare, preservare. La scatola della tipica stanza d'albergo semplicemente non viene riproposta. La libertà dislocativa e morfologica che hanno marcato fin dall'inizio le condizioni iniziali del tema viene espressa nella sua totalità. Si conforma così da una parte un oggetto con un carattere architettonicamente definito (la sfera) e dall'altra l'idea di un organismo-entità "vivo" e in continuo mutamento e trasformazione. Esso risponde e interagisce attraverso un dialogo continuo con il contesto. Le luci della città diventano trame del suo involucro che a sua volta si materializza come "pelle" tecnologicamente avanzata verso un interno organicamente predisposto ad un'inedita esperienza abitativa. In un contesto urbano completamente privo di verde, la stanza diventa il luogo protetto per vivere la vicinanza di un microcosmo naturale. Calibrato con una scelta di essenze che non rimangono indifferenti al mutare delle stagioni ma che anzi rimarchino la caducità e la mutevolezza del nostro essere organismi viventi sulla terra. La città rimane temporaneamente in disparte. Il messaggio diventa evidente. Il meccanismo funzionale riesce a concretizzarsi attraverso un inviluppo di superfici sinuose e organiche. Anche gli elementi di arredo principali seguono questa legge nel tentativo di creare un insieme armonico e in continuo dialogo con un'idea di sensibilità superiore..

capogruppo: Keith Bell
team: Giovanni Basta, Andrea Desideri, Silvia Guzzini, Christiaan Liebenberg
strutture: Toby Maclean TALL Engineers
artista: Erythy

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