Premio Catel 2011 Architettura - B15A architettura

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Premio Catel 2011 Architettura

concorsi

PREMIO CATEL 2011 Architettura - Rione Esquilino Roma
Roma (Rm) - Italia
primo premio

masterplan - paesaggio - riqualificazione urbana - mobilità
L’area dell’ Esquilino presenta un consolidato tessuto urbano delimitato da importanti edifici quali la Basilica di Santa Maria Maggiore, la Basilica di S. Giovanni in Laterano, la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme e la stazione Termini.
Anche se punteggiato da importanti “gemme” di interesse storico e artistico, la fruizione dei suoi spazi risulta spesso penalizzata dalla frenetica mobilità che caratterizza i grandi assi viari di collegamento sia su gomma che su rotaia. Al fine di ricucire questi importanti elementi architettonici, nell’ottica di consentire una più agile e gradevole fruizione pedonale, la proposta progettuale suggerisce di ricreare a livello urbano gli antichi “horti” romani, un tempo presenti nell’area, ovvero giardini non più dedicati ad una singola abitazione, ma a servizio di un intero quartiere: ”luogo di piacere in cui è possibile vivere isolati e nella tranquillità, ma senza la necessità di allontanarsi troppo dalla città”. Lo sviluppo urbano dei trasporti ed in particolare la prossima estensione della rete metropolitana con l’introduzione della Linea “C” a servizio della periferia est della città, rende meno necessaria la presenza della linea ferroviaria di superficie Roma-Pantano.
Questa condizione offre alla proposta progettuale la possibilità di ripensare completamente la sezione stradale di via Giolitti, creando un nuovo asse di collegamento tra l’area circostante la stazione Termini, vista come porta della città, e l’ampia zona archeologica di Piazza di Porta Maggiore, introducendo un sistema ad esclusiva fruizione pedonale e ciclabile che costituisce un vero e proprio parco urbano lineare.
Proprio come negli antichi “horti” dove nel verde si trovavano spesso padiglioni, porticati per passeggiare al riparo dal sole, fontane, terme, tempietti e statue, così lungo il percorso proposto, il parco lineare è punteggiato da piccoli punti ristoro, aree di sosta coperte, fontane e punti informativi.
La presenza naturale viene concepita in modo organico e casuale, creando percorsi dal disegno sinuoso, tali da riallinearsi ai cambiamenti di direzione suggeriti dagli scambi delle rotaie ferroviarie pre-esistenti e “rosicchiando” i listelli modulari della pavimentazione. Ai margini, la presenza di filari di alberi ad andamento regolare segnano le strade che vanno ad attestarsi lungo i lati e ombreggiano marciapiedi più ampi che dirigono visivamente i percorsi verso il parco urbano, inserendosi con una iniziale rigidità geometrica che va a frastagliarsi in una nuova fluidità.
Questo “chilometro di natura”, diventa collegamento di percorsi, attività sportive all’aperto, luogo d’incontro sociale, scandito da una gradazione cromatica che caratterizza gli arredi urbani presenti nel percorso, consentendo una facile riconoscibilità degli ingressi laterali, coincidenti con le varie intersezioni stradali.

capogruppo/Team: Silvia Guzzini

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